L’applicazione della pratica Mindfulness nella Psicologia dello Sport

Le performance atletiche, soprattutto ad alti livelli, possono essere molto stressanti. Gli atleti, nell’affrontarle, mettono in atto diverse tecniche psicologiche per la gestione dello stress che ne deriva.
Rispetto ai tradizionali programmi di terapia cognitivo-comportamentele (CBT), i più recenti studi di Psicologia dello Sport hanno introdotto varie teorie basate sull’Accettazione e sulla Mindfulness, per il potenziamento dell’autocontrollo degli sportivi durante la gara.
Ma per prima cosa: cos’è la Mindfulness? La Mindfulness (Consapevolezza) è una pratica che va coltivata, un “allenamento mentale” volto a potenziare, negli atleti, attraverso diversi meccanismi, una serie di strumenti psicologici (Attenzione, Attitudine, Valori, Regolazione emotiva, Minore ‘rimuginio’, etc.) per ottimizzare la prestazione sportiva. Tali meccanismi vanno dunque ad influenzare una serie di abilità usate dagli sportivi, tra cui quelle di coping, motivazionali, gestione del dolore, abilità legate all’attenzione, alla percezione, alla comunicazione, etc.
Durante la competizione gli atleti mettono quindi in atto una serie di comportamenti automatici, in risposta a specifiche situazioni. Questo processo di ‘adeguamento al contrasto’ consiste, nella pratica, nella scelta del comportamento migliore per il momento specifico.
Uno degli effetti della Mindfulness è proprio quello di modificare il modo con cui le persone si relazionano ai propri stati interiori, ai propri Pensieri ed Emozioni (Autoaccettazione del Qui ed Ora).
Focalizzare l’attenzione sul momento presente accettando ciò che arriva in quel momento, senza fare previsioni su quello che accadrà: è questa l’essenza dell’incontro tra Sport e Mindfulness.